La ritrovata stabilità dell’Italia si riflette positivamente anche sul mercato del private capital, rafforzandone la capacità di attrarre investimenti. Questo il messaggio condiviso dai rappresentanti dei principali fondi intervenuti all’incontro organizzato da AIFI e ospitato da EY a Londra.
Come riporta Nicol Degli Innocenti de Il Sole 24 Ore, la stabilità politica ed economica dell’Italia sta contribuendo a rafforzare l’attrattività del Paese per gli operatori di private capital. Il mercato nazionale si conferma solido e in crescita, con investimenti di capitale privato quasi raddoppiati nel 2024 rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere i 20 miliardi di euro. Per il 2025 le previsioni indicano livelli analoghi. Il settore del private equity, ormai integrato all’interno del sistema finanziario italiano, presenta un’offerta diversificata che comprende anche venture capital e private debt, con l’obiettivo di rispondere a un ampio spettro di esigenze delle imprese. La quota di capitali esteri, oggi pari al 27%, è attesa in aumento, sostenuta dalla percezione di maggiore stabilità del Paese in un contesto globale caratterizzato da forte volatilità. Il mercato italiano del private capital si distingue per la crescente competitività: è presente un numero significativo di fondi large cap con strutture locali dedicate, mentre i principali operatori internazionali mantengono un forte interesse verso gli asset italiani, alimentando la competizione. L’Italia offre inoltre opportunità diversificate per dimensione aziendale e settori, spaziando dai macchinari alla moda, dall’agrifood al biotech, dall’healthcare al digitale fino all’ambiente e alla sostenibilità. Questa varietà, insieme alla presenza di imprese d’eccellenza, ha favorito la raccolta di fondi su scala europea dedicati specificamente al Paese, con un ruolo crescente degli investitori stranieri. L’approccio vincente nel mercato italiano si conferma la combinazione di flessibilità, conoscenza locale e specializzazione settoriale. Tale modello ha consentito al private equity di consolidarsi come strumento chiave per sostenere la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, contribuendo alla creazione di valore nell’economia reale.