Il Buy Now Pay Later (compra oggi paga più tardi, di seguito BNPL) è la nuova tendenza del mondo dei consumi al dettaglio. In verità non è una cosa nuova. Le rateizzazioni, le cambiali o i pagherò sono vecchi come il mondo. Tuttavia, in un momento in cui si devono stimolare i consumi, specialmente nell’occidente Post Covid, questa soluzione è tornata di moda, anzi, ha avuto un revamping digitale. Il mondo della finanza ci si è buttato subito e il fenomeno rischia di diventare una micro bolla. Tuttavia, finché tira, è utile a tutti. Utenti che vivono mese su mese, retailer di ogni sorta e investitori.
BNPL digitale per tutti
Come detto i benefici sono ovvi per tutti, quanto meno sul medio periodo. Prima di tutto i consumatori, che durante l’esperienza Covid hanno avuto modo di esplorare il mondo degli acquisti on line, trovano nel BNPL una soluzione valida per acquistare senza dover pagare tutto subito. Le soluzioni per pagare in modo dilazionato, in vero, non mancano nel mondo ecommerce. La stessa Amazon permette un pagamento raiteizzato. Nel agosto del 2020 Paypal ha lanciato “Pay in 4”, tuttavia stanno avanzando nuovi player giovani e aggressivi.
Per i negozi, in particolare quelli di e-commerce, anche piccoli, il BNPL risulta una soluzione valida da integrare nelle loro modalità di pagamento. A questo si aggiunga che le cifre in ballo, mediamente non superano i 200 $ (o equivalente potere di acquisto occidentale). Una cifra quindi adatta per un target di clienti di fascia medio bassa. In più gli altri vantaggi sono minor abbandono del carrello virtuale, e un aumento nelle conversione dei lead.
Per banche e investitori istituzionali l’opportunità si manifesta sotto forma dei dati (il caso australiano rende l’idea). L’aspetto economico finanziario è già comprensibile (fee e fee per pagamenti in ritardo), ma la novità sono i dati che si possono acquisire e su cui si può, in teoria, costruire ulteriori modelli di business. Il modello è in veloce crescita e, al momento, si ritiene potrebbe raggiungere ben presto la popolarità e la diffusione degli altri sistemi di acquisti non in contanti.
I maggiori player
Prima di tutto ci sono i vecchi (nel mondo digitale qualunque cosa superiore a 10 anni è vecchio!). Abbiamo già menzionato Amazon e Paypal. Ad essi si aggiungono Visa, Shopify, American Express e Citi. Di tutti questi vecchi Apple, Paypal, Amazon e shopify sono i più adatti a valorizzare i dati generati dal BNPL e integrarli nel loro ecosistema per estrarre ulteriore ricchezza agli utenti. Ma se parliamo di valorizzazione di dati dobbiamo considerare le nuove leve: Afterpay, Klarna, Affirm sono i nomi principali ma molti piccoli competitor stanno emergendo.
La distribuzione?
Uno dei maggiori territori di confronto riguarda la distribuzione del servizio. Per dirla semplice non serve avere un’ottima soluzione, è necessario avere anche un medium di distribuzione che, idealmente, possa avvantaggiare il provider. Apple, per esempio, con Apple Pay sta dentro in ogni cellulare. Klarna non ha questo vantaggio quindi deve far capire che può far lo stesso senza avere una posizione fisica. Ha comprato Toplooks per compensare. Poi si è presa Hero come strumento di proiezione verso i clienti: video, sms etc.. si è pappata Stocard, che è un servizio di carte fedeltà digitale (quelle del supermercato). Non ultimo si vuol pappare Apprl che aiuta retailer e influencer a portar contenuti al consumatore.
I rischi
Per quanto i BNPL appaiano nuovi i rischi che questa soluzione implica sono sempre gli stessi: svuotare rapidamente le tasche dei consumatori e farli indebitare. L’australiana ASIC risposta che il 20% degli utilizzatori di BNPL non rispetta i pagamenti con ovvi aggravi; percentuali simili si riscontrnao nel resto del mondo anglo-americano.
Il target dei BNPL sono i giovani, persone che, generalmente, ha una minor capacità di valutazione del rischio finanziario e della pianificazione. Il rischio che questo fenomeno diventi una bolla è rilevante. Uno degli aspetti più rilevanti è la responsabilità assunta dai provider che, sul lungo periodo, potrebbe rivelarsi un boomerang se i pagamenti in ritardo aumentassero oltre un certo limite.
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