La vicenda della mancata approvazione del bilancio 2021 del gruppo Kimbo arriva al Tribunale di Napoli. Come ricostruisce Carlo Festa sul Sole 24ore, nei giorni scorsi era prevista un'udienza - poi spostata agli inizi di febbraio - per cercare di dirimere i differenti punti di vista nati all'interno della famiglia azionista in relazione alle strategie da seguire per la crescita del gruppo. Punti di vista differentii che hanno poi portato alla mancata approvazione del bilancio. Ormai da qualche anno, all’interno della famiglia proprietaria sono in corso discussioni sulle prospettive future per l'azienda, riferisce sempre il quotidiano economico. C’è una grande frammentazione tra i vari rami della famiglia che ha il controllo della società e tutti sono eredi dei fondatori Francesco, Gerardo ed Elio Rubino. Kimbo è una realtà napoletana della produzione del caffé con un fatturato complessivo di circa 200 milioni di euro che possiede: l’omonimo brand, Kosé, Caffè Karalis e La Tazza d'oro. Kimbo negli anni scorsi è stata anche oggetto di interesse di diversi investitori e fondi di private equity, pronti a sostituirsi a possibili soci intenzionati a uscire dalla compagine ma, a oggi, nessuno degli azionisti ha dato segnali in questa direzione e non c’è nessuna trattativa in corso.