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11 Giugno 2026

La Casa Bianca valuta di entrare nelle aziende di intelligenza artificiale

La proposta è arrivata da Sam Altman di OpenAI

Negli Stati Uniti sta prendendo forma un dibattito sul ruolo che il settore pubblico potrebbe assumere nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nella creazione di valore generata dai principali operatori tecnologici. Al centro della discussione vi sarebbe una proposta attribuita a Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, che avrebbe suggerito all’amministrazione americana di valutare la possibilità di acquisire partecipazioni azionarie nelle principali società attive nel comparto dell’intelligenza artificiale.

Come riporta Marco Valsania de Il Sole 24 Ore, l’idea sarebbe stata sottoposta già nel corso dello scorso anno al presidente Donald Trump e starebbe ora trovando attenzione all’interno della Casa Bianca, nell’ambito della strategia statunitense volta a rafforzare la leadership tecnologica globale e a consolidare il vantaggio competitivo nei confronti della Cina. L’ipotesi allo studio prevederebbe il trasferimento volontario di quote azionarie da parte delle società tecnologiche al governo federale, dando vita a una forma di partnership pubblico-privata senza precedenti nel settore. I sostenitori della proposta ritengono che tale modello potrebbe generare benefici per entrambe le parti: da un lato consentirebbe allo Stato di partecipare alla creazione di valore prodotta dall’economia dell’intelligenza artificiale; dall’altro offrirebbe alle aziende maggiore legittimazione istituzionale in una fase in cui il settore è al centro del dibattito sui rischi legati all’automazione, alla sicurezza e agli impatti sociali della tecnologia. Il tema si inserisce in una discussione più ampia che coinvolge istituzioni, investitori e mondo accademico e che comprende proposte differenti, tra cui la creazione di fondi sovrani alimentati dai profitti dell’intelligenza artificiale, meccanismi di redistribuzione della ricchezza generata dall’innovazione e programmi di sostegno economico collegati agli effetti della trasformazione tecnologica sul mercato del lavoro. Anche alcuni esponenti della politica statunitense hanno mostrato interesse per strumenti che consentano una maggiore partecipazione pubblica alla crescita del settore. Negli ultimi mesi, ad esempio, sono emerse proposte relative alla creazione di fondi pubblici destinati a detenere partecipazioni nelle principali società tecnologiche, con l’obiettivo di redistribuire parte dei rendimenti generati dall’intelligenza artificiale. Parallelamente, OpenAI avrebbe avanzato l’ipotesi di un veicolo federale di investimento dedicato alle imprese attive nell’Ai, capace di investire nel settore e di condividere nel tempo i benefici economici con la collettività. Non tutti gli operatori del settore sembrano tuttavia orientati ad accogliere con favore un eventuale ingresso dello Stato nel capitale delle società tecnologiche. In particolare, Anthropic, tra i principali competitor di OpenAI, avrebbe mantenuto un approccio più prudente nei confronti delle iniziative promosse dall’attuale amministrazione.

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