Neuromesh si è aggiudicato un finanziamento da 2,7 milioni di euro su cinque anni dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate del ministero dell'Università e della Ricerca. Il progetto quinquennale è al lavoro su una nuova arma per migliorare il trattamento del glioblastoma, tumore cerebrale primitivo maligno con un'incidenza stimata di 3-4 casi ogni 100mila persone all'anno, che sale a 10-12 casi/100mila nella popolazione over 65. In particolare punta a ottenere un film sottile (patch) biodegradabile e microstrutturato per il rilascio locale e prolungato di immuno-chemioterapie avanzate nell'area in cui il cancro viene rimosso, colpendo in modo mirato le zone a maggior rischio di recidiva. In altre parole, spiega Il Messaggero, un 'cerotto intelligente' da applicare durante l'intervento chirurgico per la somministrazione controllata delle nuove cure. Neuromesh è coordinato da Marco Riva, neurochirurgo dell'unità operativa diretta da Federico Pessina all'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rizzano (Milano) e professore associato di Humanitas University, e nasce dalla metodica micro-Mesh (μMesh) sviluppata nei laboratori di Paolo Decuzzi, senior scientist dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova e adjunct professor di Oncologia alla Stanford University. Due gli obiettivi principali del progetto: La validazione di μMesh in modelli avanzati di glioblastoma, con un confronto diretto con le attuali metodiche cliniche ampiamente utilizzate presso Humanitas, e lo sviluppo industriale della tecnologia, così da arrivare alla presentazione del dossier regolatorio presso Ema/Aifa e Fda per una nuova terapia. Il cerotto è stato già progettato e testato a livello preclinico dal laboratorio dell'Iit. Il nuovo progetto servirà a studiarne l'applicazione in ambito chirurgico: durante l'intervento di neurochirurgia, infatti, μMesh potrà essere posizionato con precisione nell'area di resezione, agendo in modo mirato sulle zone a più alto rischio di recidiva e infiltrazione tumorale.