Lo scorso 18 marzo si è chiusa la consultazione della Commissione europea sulla riforma dei fondi di venture e growth capital e, più in generale, dei fondi alternativi. L’iniziativa aveva l’obiettivo di raccogliere feedback dal mercato in merito alle barriere che limitano l’operatività e la crescita dei gestori di private capital, al fine di rafforzarne la competitività e renderne il quadro giuridico di riferimento più proporzionato alle dimensioni, alle strategie di investimento e ai profili di rischio.
AIFI ha risposto, sottolineando il condivisibile obiettivo dell’iniziativa, considerata come un’importante opportunità per rafforzare la competitività del settore. L’Associazione ha evidenziato, in particolare, la necessità di definire un quadro di regole su misura per il private capital che riduca lo spazio per interventi di gold-plating a livello nazionale e superi le frammentazioni a livello comunitario.
Oltre alla necessaria attenzione rivolta al segmento del venture e growth capital, da analizzare anche alla luce della riforma del TUF attualmente in corso, AIFI ha auspicato un deciso intervento anche in favore dei gestori sopra-soglia, su una serie di ambiti, tra cui il Regolamento DORA, le policy di remunerazione e gli obblighi di reporting.