La startup Resilco ha sviluppato una tecnologia che trasforma rifiuti industriali alcalini (ad esempio ceneri volanti, scorie siderurgiche e polveri di abbattimento fumi) in un materiale utilizzabile come sostituto del cemento. Questi prodotti vengono attualmente smaltiti principalmente in discarica, ma grazie alla tecnologia sviluppata da Resilco potranno essere trasformati in materie prime secondarie ed essere, in futuro, immessi sul mercato e utilizzati in settori come quello delle costruzioni. Il processo permette inoltre lo stoccaggio di CO2. La completa circolarità dei rifiuti ideata dalla società ha già attratto l’interesse degli investitori, scrive Avvenire. La startup ha raccolto 7,5 milioni di euro da investitori come 360 Capital (con il fondo climate tech 360 Life II, sostenuto anche da Cdp Venture Capital, attraverso il Green Transition Fund), e con il coinvolgimento del Fondo Parallelo Lv 360, partecipato da Lombardia Venture, iniziativa di Regione Lombardia finanziata con fondi europei, gestita da Finlombarda. Il sistema di Resilco, che ha sede operativa in provincia di Monza-Brianza, è basato su un reattore brevettato che utilizza onde d’urto e non richiede alte temperature né sostanze chimiche inquinanti, consente di ottenere un materiale a impronta carbonica negativa e di ridurre fino all’80% le emissioni rispetto al cemento tradizionale. Resilco sta già realizzando un impianto pilota industriale per il trattamento e la trasformazione dei rifiuti e punta a vendere i primi impianti entro la prima metà del 2026 per installarli entro l’anno successivo.