Studi e approfondimenti
11 Ottobre 2021

Tre domande a…Luisa Todini

La manager è presidente di Green Arrow Capital sgr

Il mercato del private capital è cambiato e cambierà nel prossimo triennio; quali sono le principali tendenze secondo il suo punto di vista?

Il private capital si consolida come risorsa determinante a supporto del mondo imprenditoriale nell’affrontare le nuove sfide del mercato con modelli di sviluppo in continua evoluzione tra innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. La forza d’urto dei fondi a disposizione a livello mondiale è tale che il private equity oggi rappresenta circa un terzo dell’attività di M&A. Anche in Italia i numeri del private nell’ultimo triennio sono significativi ed emblematici: circa 1500 imprese “investite” per un capitale impegnato superiore a 27 miliardi di euro, ed anche i primi sei mesi del 2021 hanno registrato un forte trend di crescita del mercato italiano del private equity che è tornato a correre con 79 operazioni contro 48 dell’anno precedente per un controvalore pari a circa €26 miliardi. Questi numeri vanno di pari passo con un’accelerazione delle operazioni di delisting in Italia che ha visto il coinvolgimento di Fondi capaci di offrire valutazioni interessanti con visione di lungo termine nei confronti dei progetti industriali delle stesse. Tutto ciò significa che il private equity ha raggiunto una fase di maturità e di forza imprenditoriale. I presupposti sono tali per i cui i fondi, in particolare nel segmento del Mid-Cap, operano come vero sostegno dell’imprenditore nell’affrontare temi sfidanti quali la managerializzazione, l’internazionalizzazione, l’innovazione, la crescita organica e sostenibile. Il lavoro di squadra su queste temi è fondamentale per le PMI italiane ed è l’unico in grado di generare valore a lungo termine.

Questi mesi possono essere una grande opportunità per l’economia italiana e per le tante imprese che la compongono; quali le sue previsioni o aspettative?

Secondo le stime dell'Ocse la crescita economica dell'Italia nel 2021 sarà del 5,9%, un dato che rafforza il clima di fiducia che stiamo vivendo in questi mesi di ripresa. Le imprese e aziende italiane sono appetibili per gli investitori esteri grazie a spiccate competenze ed eccellenze in più settori. La crisi pandemica ha accelerato la fase di trasformazione e ripensamenti di modelli imprenditoriali e lavorativi con un’attenzione specifica all’ambiente, alla cura e benessere dei lavoratori. Le ingenti risorse del PNRR sono rivolte al consolidamento di imprese che avevano già vinto le sfide di mercato, a quelle che avevano intrapreso percorsi di crescita anche attraverso fusioni, a quelle che stanno sperimentando nuove forme di imprenditoria in settori oggi trainanti come la sicurezza, la logistica, il mondo green. Il ruolo dei Fondi di private capital è fondamentale oggi per affiancare le tante PMI a conduzione famigliare che, da sempre, hanno bisogno di supporto da parte del private capital per rafforzare e perseguire strategie di crescita ambiziose sui mercati globali. 

Anche il private debt giocherà un ruolo essenziale erogando finanziamenti e fornendo ossigeno per raggiungere questo obiettivo. Il progressivo ridimensionamento dell'intervento bancario in aiuto e come fonte di approvvigionamento tradizionale prevalente per aziende significa che le banche devono lavorare sempre più in sinergia con i fondi così come i fondi italiani devono essere messi nella condizione di raccogliere risorse istituzionali e del risparmio privato con rapidità per supportare adeguatamente le PMI. Pur presentando ancora dimensioni limitate rispetto ai principali mercati europei in cui è maggiormente sviluppato, il private debt italiano è in crescente aumento sia sul fronte della raccolta che degli investimenti. Nel 2020, il 49% del numero di investimenti era a favore di PMI, dove negli ultimi 5 anni sono stati investiti oltre €1 miliardo. L'indirizzo di queste risorse su investimenti reali che garantiscano il sostegno necessario costituisce la base per una crescita economica e occupazionale stabile. Con il fondo Green Arrow Private Debt abbiamo finanziato 19 aziende italiane di eccellenza e continueremo a farlo con il secondo fondo, Green Arrow Private Debt II, appena entrato in raccolta.

Quale il ruolo dei fondi da lei gestiti? Cosa servirebbe per poter fare di più per l’economia reale?

Green Arrow Capital (GAC) è un gruppo finanziario indipendente specializzato in investimenti alternativi in Europa. GAC rappresenta una piattaforma unica nel suo genere, che mira a collegare il sistema finanziario con l’economia reale investendo e gestendo attivamente fondi di Clean Energy & Infrastructure, Private Equity e Private Credit. La nostra è una visione a lungo termine dell’economia reale, anche in tempi di mercato incerto come quelli attuali GAC gestisce le società in portafoglio con un approccio orientato al consolidamento e alla crescita, accompagnando gli imprenditori nella strategia di sviluppo e di leadership sui mercati internazionali. Tale approccio è rinnovato nei nostri nuovi fondi, Green Arrow Private Debt II e Green Arrow Private Equity IV, rispettivamente in fundraising e in fase di lancio. Il fondo Green Arrow Infrastructure of the Future sta impiegando le risorse raccolte in progetti innovativi fondamentali per lo sviluppo dell’economia reale in Italia. Voglio ricordare investimenti nelle infrastrutture collegate alla produzione dell’energia verde, mobilità elettrica e 5G. Il nostro impegno nel riconciliare i ritorni economici con il benessere generale e del pianeta ci insegna un approccio all’investimento sostenibile volto a salvaguardare le generazioni future. Essere ESG per noi non è uno stile “dovuto e politicamente corretto” ma la reale interpretazione e declinazione di una sostenibilità che “sostiene” la crescita.

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