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1 Luglio 2025

Una cordata guidata da Oaktree guarda a Banca Progetto

Il fondo vuole allearsi con Jc Flowers e propone una ricapitalizzazione di 100 milioni

Banca Progetto, istituto milanese specializzato nei finanziamenti con garanzia statale alle pmi e commissariato a marzo da Bankitalia, sarebbe finito nel radar di una cordata di investitori internazionali. Secondo quanto riferisce Mf, a guidarla è l’ex proprietario Oaktree, che l’anno scorso aveva venduto l’istituto al fondo americano Centerbridge. L'operazione era sfociata in una disputa legale a seguito dell'amministrazione giudiziaria della banca. Quest'ultima è stata avviata in seguito a un'indagine della Procura di Milano su prestiti con garanzia statale concessi a società sospettate di essere vicine alla 'ndrangheta. Da allora, aggiunge il quotidiano, l’istituto è finito in un limbo. A causa di una serie di rettifiche, il patrimonio di Banca Progetto si è drasticamente ridotto da 300 a circa 100 milioni di euro, con perdite vicine ai 100 milioni. Per superare questa situazione di stallo, Oaktree (attuale proprietario dell’Inter) si è alleata con un altro fondo di private equity statunitense, Jc Flowers, che ha già investito in Eurovita ed Equita.  La cordata propone una ricapitalizzazione di circa 100 milioni di euro ma dovrà ottenere l’autorizzazione dei commissari e dalla Vigilanza di Bankitalia, che però non sempre ha visto di buon occhio l'intervento dei fondi nel capitale degli intermediari finanziari. Al vaglio dei commissari ci sarebbero anche altre soluzioni, come l’interesse di Cf+, la challenger bank del fondo Elliott (90,5%) reduce da un doppio aumento di capitale da oltre 50 milioni, lanciato proprio per finanziare la crescita per linee esterne, e di Aidexa. A questi possibili acquirenti si è affiancato anche Bff, istituto attivo nel factoring, che però sarebbe interessato solo a un portafoglio di attivi di Banca Progetto. Le trattative sono ancora in una fase iniziale e si profila l'ipotesi di uno spezzatino dell'istituto. Gli advisor e i commissari di Bankitalia potrebbero cedere la "good bank" (con i crediti più semplici da riscuotere) al migliore offerente, mentre i crediti più problematici, "bad bank", potrebbero essere affidati a Mediocredito Centrale. Non è ancora chiaro, però, se Mcc accetterà di entrare nella partita.

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Aut. Trib. Milano n.38 dell'8 febbraio 2016
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