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10 Aprile 2026

Venchi prosegue l’espansione in Asia

l piano prevede investimenti in Giappone e l'apertura di dieci nuovi negozi in Tailandia

Venchi, azienda piemontese di cioccolato, ha acquistato la maggioranza di Venchi Giappone e stretto un accordo con il gruppo Central Group per dieci aperture in Tailandia.  Venchi Giappone, spiega Il Sole 24ore, era una società in franchising e oggi è rientrata nel perimetro a tutti gli effetti e il partner Mitsui è diventato socio. L’operazione sarà la più rilevante di tutto il 2026 ed è stata realizzata grazie a un sostegno Simest da otto milioni, su 16 milioni investiti. La collaborazione con Central, gruppo tailandese specializzato nel retail e proprietario, dal 2011, di Rinascente, Selfridges e Kadewe, è di lunga data e si è sempre concentrata sull'Europa. Ora, tuttavia, la partnership estende il suo raggio d'azione per includere il sud-est asiatico. L’accordo consentirà di aprire due monomarca subito e di arrivare a dieci entro cinque anni. Il piano di espansione prevede anche altre aperture in tutto il mondo: Italia, Germania, Malesia, Cina e nei Paesi del Golfo (Kuwait City, Abu Dhabi, Dubai, Doha). In questo caso la guerra in Iran rallenterà di qualche mese le operazioni. Il piano investimenti 2026 prevede 35 milioni, di cui 20 milioni per espansione e nuove aperture, il resto in infrastrutture e tecnologie digitali. Venchi ha chiuso il 2025 con un fatturato di 280 milioni (+15% sul 2024) e punta a 320 milioni di euro per il 2026. L’azionista di riferimento dell’azienda è Daniele Ferrero, che è anche presidente e amministratore delegato. Dal 2022 l’azienda dolciaria ha aperto il capitale ai manager. Inizialmente i manager azionisti erano 53, oggi sono 75. Oltre a Ferrero (con il 26,12%), i soci storici sono Niccolò Cangioli (20,08%) e Giovanni Battista Mantelli (11,97%) che è il mastro cioccolatiere. Inoltre, nel capitale figurano  Nuo Partners della famiglia Pao di Hong Kong (8,62%), la famiglia saudita Olayan, attraverso la società Dara Holdings (per spingere la crescita in Medio Oriente) mentre De Agostini detiene il 10,32%.

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